Il tedio è il senso di futilità e di noi che risulta dall’operare solo in contesti di tempo momentaneo e non lineare, quando ci si lamenta di sentirsi impotenti, senza speranza, frustrati, quando ci si trova in un susseguirsi di alti e bassi, di apatia , di paura, di mancanza di chiarezza dei propri obiettivi. Quando si ha paura che qualcosa possa accadere rispetto alla realizzazione dei propri obiettivi ma non si va fino in fondo, non si fa niente per impedire che quel qualcosa accada. Ogni paura è la fonte di nuovi obiettivi a meno che la paura non venga giudicata negativamente e rimossa .
Il tedio è evitare il proprio scopo nella vita, sentirsi senza meta, delegare le proprie responsabilità rispetto a ciò che si vuole raggiungere. Il meccanismo creativo ha bisogno di uno scopo, di un bersaglio da colpire, ecco perché è importante vedere con chiarezza ciò che si vuole raggiungere. L’uomo è come una bicicletta, si mantiene in equilibrio solo finche le ruote girano in una direzione, il guaio è che spesso scerchiamo di mantenerci in equilibrio da fermi senza una meta a cui arrivare. Quando non abbiamo uno scopo personale da raggiungere, agiamo come in un circolo chiuso, ci sentiamo persi, senza speranza e sentiamo la vita stessa senza scopo. Noi siamo fatti per conquistare l’ambiente, per risolvere problemi, raggiungere scopi e non possiamo essere soddisfatti della vita senza ostacoli da superare e mete da raggiungere. L’unica cura per il tedio è guardare in faccia le proprie paure e le proprie preferenze, esaminare le proprie capacità, decidere qual è il nostro scopo e darci da fare. Bisogna decidere qual è l’idea migliore che la nostra mente riesce a concepire e permettere alla nostra naturale passione per la vita di estendersi a comprenderla . La gioia è sempre compagna di un’azione creativa , di una lotta creativa. La vita diventa degna di essere vissuta quando si hanno scopi degni di essere raggiunti.
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Esercizio dal tedio in avanti