Quale bersaglio volete colpire ?
Può capitare a singoli o organizzazioni di trovarsi in una condizione personale o professionale di stallo, di confusione , di immobilità , di sopraffazione , in una condizione in cui ci si sente in balìa degli eventi e si desidera ripartire con grande energia . In tale condizione ci si sente persi e si agisce come in un circolo chiuso . Essa si crea quando non viene chiarito concretamente il proprio scopo , quando ci si sente senza meta oppure essa ci sembra irraggiungibile , quando si delega la propria responsabilità rispetto a ciò che si vuole raggiungere , quando si ha paura che qualcosa possa accadere ma non si va fino in fondo, non si fa niente per impedire che quel qualcosa accada,
In realtà tale condizione non può essere definita un fallimento perché non esiste fallimento ci sono soltanto risultati desiderati e indesiderati. Il fallimento si ha soltanto quando si molla e si abbandona l’obiettivo prefissato.
Volendo usare una metafora possiamo dire che una bicicletta, si mantiene in equilibrio solo finche le ruote girano in una direzione, il problema nasce quando si prova a rimanere in equilibrio da fermi senza una meta a cui arrivare. Ecco perché la prima cosa da fare per ripartire è quella di definire esattamente e con chiarezza il bersaglio da colpire. La conseguenza immediata di tale azione creativa è la motivazione che naturalmente nasce quando si vuole conquistare l’ambiente e risolvere problemi . in questo modo tutte le azioni ritornano ad essere dense di dignità e significato
Da un atteggiamento fuori\dentro ad un atteggiamento dentro\fuori
In origine la condizione che si desidera cambiare è stata creata da “qualcosa o qualcuno” , successivamente il pericolo maggiore è di continuare ad usare lo stesso tipo di atteggiamento, gli stessi ragionamenti, di continuare a cercare soluzioni nello stesso contesto , di continuare a definire il problema in base a ciò che accade all’esterno e a cercare soluzioni esterne, di cercare che “qualcosa o qualcuno” ci risolva il problema . Purtroppo questo atteggiamento fuori\dentro spesso non fa altro che aggravare la situazione.
Ad esempio si può cadere in affermazioni del tipo :”quando avrò trovato il lavoro per me allora si che mi sentirò meglio”, “ quando avrò più clienti …. Quando la mia azienda fatturerà di più allora si che… “) . Questo concetto fuori – dentro o avere per essere è una abitudine che molti hanno quando pensano di trovare le risorse di cui hanno bisogno all’esterno e non all’interno e rappresenta il limite maggiore per una pianificazione creativa degli obiettivi. La realtà è che non esiste niente e nessuno al quale delegare la responsabilità dei propri risultati
Einstein diceva che i problemi non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero superficiale che abbiamo avuto quando li abbiamo creati ma bisogna andare ad un livello più profondo, soltanto in questo modo possiamo effettuare un salto di paradigma soltanto in questo modo si possono risolvere problemi magari che ci hanno bloccato per troppo tempo.
Bisogna quindi raggiungere un nuovo livello di pensiero , un atteggiamento del tipo dentro\,fuori . Ad esempio per avere delle buone relazioni bisogna essere una persona che sprigiona energie positive e non aspettare che siano gli altri per primi ,se vogliamo avere più clienti bisogna migliorare l’abilità di conquistarli , se vogliamo raggiungere più fatturato bisogna pianificarlo
Il successo : una questione di strategia
Una volta capito che ognuno è responsabile dei propri risultati diventa necessario seguire una strategia ben precisa per raggiungerli. Il successo non dipende dalla intelligenza ma dall’atteggiamento, dal modo di pensare e fare certe cose che producono certi risultati , dalla capacità di decidere velocemente, dal sapersi porre le giuste domande. Infatti nel mondo ci sono persone starordinariamente intelligenti che vivono una vita infelice e persone meno intelligenti che riescono a migliorare le proprie finanze, le relazioni ed in generale a condurre una vita più soddisfacente .
La differenza all’inizio è nella loro capacità di creare un “progetto mentale” per il successo. Forse non si è abituati ma è essenziale partire da questo ,semplicemente perché tutte le cose vengono create due volte pima nella mente e poi nelle azioni. Prendiamo ad esempio la costruzione di una casa. È mai capitato che si iniziano i lavori di costruzione di una casa senza progetto? Probabilmente no perché i rischi di commettere degli errori con conseguenti danni economici sono troppo elevati ecco perché si cerca di avere una idea chiara della casa che si vuole, si costruisce un progetto nei minimi dettagli, si analizzano le risorse dispoonibili e quelle necessarie e poi si cominciano i lavori. La regola del carpentiere , “misura due volte, taglia una volta sola”, suggerisce che bisogna assicurarsi che il progetto, la prima creazione , quella mentale sia quella giusta e pensata nei minimi dettagli.
Il corso sulla pianificazione creativa degli obiettivi insegna a sviluppare il nostro progetto del successo , ad accertarsi che esso corrisponda a quello che vogliamo e a definire la data dell’inizio lavori.
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