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Emotya - Un metodo semplice che ci permette di sciogliere – conoscere – integrare le proprie emozioni.

Cosa sono le emozioni
Scelgo di definire le emozioni negative come il risultato che deriva dal fare resistenza e continueranno ad esserci finchè si continuerà a resistere. La tristezza ad esempio deriva dal resistere ad un cambiamento che stà avvenendo o che è avvenuto nel passato e che giudicato negativamente viene interpretato come perdita. La rabbia è il risultato che si ha quando si sta resistendo al proprio scopo, cioè a ciò che sentiamo di voler fare. Se ad esempio qualcuno ci costringe per qualche motivo a metterci di fronte ad una scelta in cui dobbiamo per una serie di cose abbandonare momentaneamente il nostro scopo noi possiamo reagire in tre modi: far finta di nulla ignorando le conseguenze, accettare momentaneamente di fermarci nel perseguire ciò che facevamo oppure fermarci sapendo di non doverlo fare, sapendo che ciò è una ingiustizia. Mentre nelle prime due ipotesi si parla di risolutezza, in quest’ultima si parla di rabbia. La paura deriva dall’immaginare una possibilità futura e resisterle senza fare nulla per metterci al sicuro. Le emozioni indesiderate vengono represse bloccando il respiro nel tentativo di non sentirle .

Reprimere una emozione porta inevitabilmente a provarla ancora di più. Generalmente , le emozioni hanno cicli naturali che portano alla loro risoluzione. Reprimerle vuol dire impedire che il ciclo venga completato, causando un accumulo di quell’emozione nel corpo e nella mente. Questo accumulo cercherà una valvola di sfogo per alleviare la pressione che si è creata

Cosa significa integrare una emozione
Cosa succederebbe se ci si desse il permesso di abbandonarsi completamente ad una data emozione, di immergersi totalmente in essa? Usando i criteri da noi descritti nel corso, questa emozione verrebbe “integrata“ e ci si ritroverebbe di seguito di buon umore dato che quell’emozione , di qualsiasi natura essa sia viene trasformata in gratitudine.  La felicità ad esempio non la considero un’emozione ma bensì una gratitudine , infatti in essa ci si arrende completamente, non si resiste a nulla.

Se ci si arrendesse alla sensazione di tristezza accettando definitivamente quel cambiamento, rimarrà un ricordo piacevole e le sensazioni di tristezza si trasformeranno in gratitudine.
Riguardo la paura, se ci permettiamo di provarla  possiamo trasformarla in efficienza ed entusiasmo di prepararsi al futuro  e questo ci da in ogni caso la gioia di vivere di quel momento. Se si tenta di sentirsi al sicuro senza prepararsi per il futuro, si proverà paura o la si reprimerà. Reprimere la paura impedisce di intraprendere della azioni appropriate . Quando invece la paura viene “integrata” ciò che resta è la certezza che si farà tutto il possibile per impedire che avvenga una certa cosa. O ci si rende conto che non c’è nulla da temere oppure possiamo renderci entusiasti nel prevenirla.

Il motivo per cui non diciamo liberare le proprie emozioni ma bensì integrare, è nel fatto che il termine liberare  implica che si debba eliminare qualcosa di negativo. Pensare che ci sia qualcosa di negativo da eliminare è stata proprio la causa iniziale della repressione. Integrare invece significa andare oltre, estendersi al di là dei suoi limiti, passare da un contesto di giudizio ad un contesto di non giudizio, essere “anche” quella emozione. Significa non essere più identificati con essa, estendendo la nostra consapevolezza ad un livello più espanso di coscienza in cui quella emozione è contenuta. In quello stato mi risulta chiaro che quella emozione non sono io , è soltanto una mia emozione. Quando si esce al di fuori di essa e la si osserva senza giudizio, senza pensare se sia giusta o sbagliata, essa comincia a rivelare il proprio contenuto ed appare in una luce alquanto diversa. Le emozioni assumono significati negativi quando vengono giudicate dalla mente razionale ma se le osservo attraverso un punto di vista più globale esse rivelano il loro reale valore. Integrare una emozione significa osservarla cambiando il punto di vista dell’osservazione da repressione a gratitudine e ,gli strumenti che usiamo in questo corso permettono di integrare strato dopo strato le emozioni indesiderate.

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